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ROAGNA BARBARESCO PAJÈ 2018
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  • ROAGNA BARBARESCO PAJÈ 2018

ROAGNA BARBARESCO PAJÈ 2018

  • Produttore:Roagna
  • Denominazione:Barbaresco DOCG

Il nome Pajè deriva dal dialetto piemontese con cui erano nominate le vigne. Della famiglia Roagna dal 1953, è uno dei vigneti storici di Barbaresco, un anfiteatro naturale esposto a sud/sud-ovest a 230 m s.l.m., protetto dai venti grazie alle colline circostanti. Le viti, dell'età media di oltre 50 anni, crescono su un terreno marnoso calcareo di origine sedimentaria marina dell’Era Terziaria. L'importante presenza di calcare attivo nel suolo conferisce al vino grande struttura e uno straordinario potenziale d'invecchiamento. Raccolta manuale, fermentazione per 10 gg. in tini di legno con pied de cuve di lieviti indigeni, macerazione a cappello sommerso per 60-70 gg. Affinamento in tini di rovere neutro e in cemento per circa 5 anni. Meno di 7.000 bottiglie per millesimo. 

Prezzo 210,00 €
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Scheda tecnica

  • Anno2018
  • DenominazioneBarbaresco DOCG
  • Vitigno100% Nebbiolo
  • RegionePiemonte
  • NazioneItalia
  • Gradazione alcolica14,5%
  • Formato0,75L
  • AstuccioNO

Descrizione produttore

La famiglia Roagna ha messo radici a Barbaresco, nelle Langhe, molti secoli fa, prima ancora che i vini Barbaresco e Barolo possedessero le attuali caratteristiche. Oggi possiedono 20 ettari di terra, di cui 12 vitati; la parte restante dei terreni è destinata a bosco. I vigneti storici di proprietà si estendono nella zona di produzione del Barbaresco e del Barolo: a Barbaresco troviamo i vigneti Asili, Carso, Montefico, Pajè, mentre a Castiglione Falletto, il vigneto Pira. L'azienda produce vini di grande prestigio, con la convinzione che per poter esprimere al meglio un terroir sia fondamentale lavorare con viti vecchie, dagli apparati radicali molto profondi. I terreni sono di origine sedimentaria marina, con stratificazioni di argille calcaree alternate a marne grigio-bluastre e sabbie. L’autenticità di ogni singola e diversa espressione deriva da minime differenze del sottosuolo. Le viti non vengono fertilizzate, né irrigate; il suolo é completamente inerbito, stimolando così gli apparati radicali ad andare in profondità. Le vecchie viti, la selezione massale e le vigne naturalmente fertilizzate permettono di raccogliere l’uva a maturità fisiologica perfetta, con una componente alcolica potenziale moderata, tenori di acido malico prossimi allo zero e una buona acidità tartarica. La raccolta è completamente manuale, in cassette da 10 kg. Pochi giorni prima della raccolta, si selezionano alcune ceste di uva per creare il pied de cuve, uno starter della fermentazione. Macerazione secondo l'antica tecnica della steccatura "a cappello sommerso". Per quanto concerne la maturazione, Pira e Asili, che si basano sulla purezza e l’eleganza, di norma necessitano di 3-4 anni in botte grande di rovere per raggiungere la loro piena espressione. Crichet Pajè, Pajè e Montefico, vini in cui emergono purezza, struttura e complessità, necessitano di invecchiamenti più lunghi, da 4-5 sino a più di 10 anni in alcune particolari annate. Ogni botte è costruita a mano e le doghe sono piegate a vapore senza alcuna tostatura; i legni sono stagionati fino a 10 anni per poter garantire una maturazione al vino molto lenta, senza interferire sulla purezza. A piena maturità, nel periodo estivo, tutti i vini vengono imbottigliati, con poca solforosa, senza filtrazioni e chiarifiche.

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